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2026: IL TEMPO e LA CRISI DELLA RAGIONE
di Vincenzo Sparagna, 22-07-2026
Il presente è sempre in fuga, in un lampo è già quel futuro che pensavamo lontano, ma svanisce all’istante come un fantasma inafferrabile e diventa subito passato. Questa velocità del tempo, dimensione impalpabile dell’essere, ci inganna, gioca con noi come un abile illusionista. Abbiamo l’impressione di stare fermi eppure viviamo immersi in una corsa infinita, lo spazio, le cose, la vita ci passano davanti come le piccole stazioni intraviste dal finestrino di un treno che non si ferma. Oggi tutti sono ossessionati dall’idea di “non perdere tempo”. Dimenticano purtroppo che il tempo così disprezzato è una dimensione divina. Nella Genesi rivela la sua essenza eterna in quel settimo giorno, quando il Creatore “si riposò”. Quel “riposo” è un insegnamento e un ammonimento, è il momento in cui possiamo fermarci affinché la corsa della vita lasci spazio alla meditazione, al pensiero, ovvero alla ragione. Purtroppo nel mondo contemporaneo il “settimo giorno” nella sua essenza è completamente stravolto. La cinetica ossessiva, la bulimica fame di profitto e di consumo si è dilatata, una invisibile malattia che cancella il pensiero e la sua potenziale eternità. Non a caso vi è una crisi profonda della fede, nell’occidente distratto e secolarizzato, come nell’oriente islamico, avvelenato da un fanatismo che, sia nello scintillante universo sunnita dei petrodollari che nel cupo inferno neomedioevale sciita, tradisce la sua stessa antica saggezza e riduce l’umanità a un gregge bestiale. La conseguenza è una inarrestabile crisi della ragione, il cui sonno, come ci ricordano le meravigliose incisioni di Francisco Goya, genera sempre nuovi mostri. Così, proprio nell’epoca del suo massimo sviluppo scientifico e tecnologico l’umanità sta perdendo la capacità di fermarsi, meditare, ragionare. Ignara del tempo divino del settimo giorno, è divenuta ottusa, schiava dell’avidità, ciecamente guerriera. Il giusto e l’ingiusto, il male e il bene si confondono, rinascono nazionalismi e imperialismi, ai quali non si oppone più nemmeno l’utopia di un mondo migliore, oggi ridotta, nelle sedicenti sinistre, a vuoto e sterile progressismo, quando non a squallido opportunismo senza valori e senza morale. Impegnati a “non perdere tempo”, ci stiamo abituando ai massacri spaventosi provocati da guerre d’aggressione brutale, alla catastrofe ecologica, alle prepotenze e alle ingiustizie. In politica trionfano i trasformisti neri e rossi, tutti risucchiati in un bipolarismo insensato che vive di inganni e di menzogne. Riusciremo a riprendere il controllo di noi stessi e salvarci? Anche l’Intelligenza Artificiale più avanzata non potrebbe rispondere. Come faceva notare l’Osservatore Celeste, lo scherzoso falso paradisiaco che preparammo in occasione dell’ultimo conclave cattolico, forse il meraviglioso Libero Arbitrio regalato da Dio agli esseri umani nella notte dei tempi, è stato un imperdonabile errore. Su quel giornale la stessa Madonna, preoccupata come una madre amorevole, proponeva di superarlo e dar vita a una Provvidenza 2.0.
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